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19 gennaio 2017 Comments (0) Blog, Windtex Tour, Windtex Tour 2017

#Windtextour INFERNO DEL NORD – Prima Sfida Amstel Gold Race

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Dalla Vallonia al Limburgo

Prima avventura sulle orme dell’Amstel

 

Sebbene sia la più giovane delle grandi classiche del ciclismo del nord (prima edizione 1966) l’Amstel Gold Race occupa certamente un posto di rilievo nel cuore degli appassionati, unica fra le grandi corse in linea ad avere il suo arrivo nei Paesi Bassi. Gli italiani in particolare conservano nel “corto” palmares una presenza di assoluto rilievo con nomi che vanno da Zanini, Bartoli e poi Cunego, passando per Rebellin e Di Luca senza dimenticare le più recenti vittorie di Enrico Gasparotto con due stoccate degne dei più blasonati cacciatori di classiche.

 

 

Una corsa l’Amstel che si identifica con la sua asperità finale, il Cauberg, un po’ come per la Freccia Vallone è il Muro di Huy. In cima a questa collinetta nel sud del Limburgo si sono scritte numerose pagine di grande ciclismo non solo per l’Amstel, ma anche per il Tour de France (1992 e 2006), la Vuelta (2009) e soprattutto i campionati del mondo (1938 1948 1979 1998 e 2012 col successo dell’immancabile Gilbert).

Il Cauberg

Nonostante rimangano nella memoria degli appassionati le grandi azioni risolutive sul Cauberg, sarebbe davvero riduttivo a livello tecnico ignorare le grandissime difficoltà che il percorso pone di fronte ai corridori. È solo dal 2003 che il Cauberg è stato designato come arrivo. Da quella edizione e fino al 2012 (prima vittoria di Gasparotto) il traguardo era posto proprio pochi metri dopo il tratto più ripido dell’ascesa che misura circa 700m di lunghezza con una pendenza media dell’8,5% con rampe fino al 12%. Non esattamente un muro (Kwiatkowski su Strava ha registrato il miglior tempo in occasione della sua vittoria in maglia iridata nel 2015. 1 minuto e 30 secondi a quasi 31 di media!) ma chiaramente sufficiente a determinare, dopo 255 km di corsa e 34 salite (trentaquattro!), la selezione per cui questa salita è resa celebre. Dopo i campionati del mondo del 2012, dove l’arrivo venne posto dopo 1,8 km di falsopiano oltre il traguardo “classico” al termine della salita, anche per l’Amstel si adottò questa nuova soluzione giudicata più incerta e spettacolare (come effettivamente è stato).

Naturalmente è bastato questo per ribaltare tatticamente l’arrivo della corsa, con un grande interprete come Gasparotto che insieme a Gilbert è stato l’unico a saper vincere almeno una edizione sia con il “vecchio” che con il “nuovo” arrivo.
Per rendere giustizia all’assoluta difficoltà del percorso dell’Amstel basti sapere che gli ultimi 42 km prevedono 8 salite, e cioè una ogni poco più di 5 km. Vuol dire che nell’ultima ora non c’è un metro di pianura o un rettilineo degno di questo nome, nessuna possibilità di distrazione per tutti quelli che vogliono presentarsi al curvone di Valkenburg nelle posizioni di testa per giocarsi l’ultima sparata fino alla gloria.

Una gamba mostruosa non è sufficiente per trionfare in cima al Cauberg.

Serve esperienza, che si sublimi nel tempismo perfetto nello scegliere il momento in cui partire, staccare tutti e arrivare da soli (Gilbert 2014), o nel saper tornare sulle ruote di chi è davanti per batterli in volata (Kwiatowski 2015) o nel saper mantenere sul Cauberg il vantaggio accumulato in precedenza senza farsi riprendere (Kreuziger 2013). Un vero e proprio manuale del ciclismo, scolpito sull’asfalto di Valkenburg.

Il percorso Windtextour

Il percorso che abbiamo ideato prende le mosse da Liegi, la città che accoglie il #windtextour. Seguendo le rive della Mosa usciremo poi dalla città attraverso la pittoresca -e in salita- Rue de la Foret. Tornati di nuovo sulla Mosa la attraverseremo giungendo sulla riva sinistra per puntare prima alla Cote de Hallembaye (uno dei momenti chiave delle Amstel del passato), per poi entrare in territorio olandese. Giunti a Maastricht ci immetteremo sul percorso del finale di corsa e affronteremo tutte le cote (o per meglio dire le “berg”) più celebri in rapida successione:
• Bemelerberg
• Loorberg
• Gulperberg
• Kruisberg
• Eyserbosweg
• Fromberg
• Keutenberg
e infine il Cauberg dove i nostri sprinteranno (se avranno ancora le gambe) per aggiudicarsi il traguardo di giornata.

Un percorso impegnativo di 100km con quasi 1500m di dislivello senza mai superare i 230 m di altitudine che dalla Vallonia belga al Limburgo olandese ci farà assaporare l’essenza di questa corsa giovane ma indiscutibilmente nell’Olimpo delle grandi classiche.
In tutto questo non mancheremo di assaporare anche la celebre birra Amstel, lo sponsor storico che dalla prima edizione ha dato il nome a questo gioiello del Nord!

 

Guarda il nostro percorso su Strava

[Alex Galli]

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